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CGIL ROMA e LAZIO: CRISI ATAC: INTERVISTA A MICHELE AZZOLA



Il problema di Atac è che è stata usata per un lunghissimo periodo come un bacino elettorale da tutte le giunte che si sono alternate. Veniva usata per creare consenso con due meccanismi classici: le assunzioni, compresa la ‘’parentopoli’’ di cui tutti hanno parlato, e la gestione degli appalti. Non bisogna dimenticare, infatti, che Atac è una delle aziende appaltanti più grandi del territorio, e più volte sono stati sollevati dubbi su come venivano gestiti questi appalti. Anche la magistratura ha indagato, e sta indagando, in merito. Tutti sapevano, ma si è deciso di non intervenire perchè l’Atac, con i suoi 12.000 dipendenti diretti e con altrettanti dipendenti indiretti legati alle manutenzioni, all’indotto, all’approvvigionamento di materiali, faceva comodo.


Era un bacino elettorale potente che la politica ha usato per lungo tempo. Risultato: negli ultimi 15 anni un’azienda che fa trasporto pubblico non ha più investito nell’acquisto di nuovi mezzi, perché le risorse calavano, ma ha continuato a portare avanti una gestione “allegra” sia del personale sia degli appalti. Si è arrivati così a un disastro come quello attuale.


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