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CGIL VINCENZO COLLA: SERVONO INVESTIMENTI SULLE COMPETENZE E IL LAVORO DIGNITOSO

15/5/2017

“Se passa l'idea che per competere bisogna agire sul costo del lavoro, non si va da nessuna parte. L'unica opzione per riuscire a farcela è investire nelle competenze e nel lavoro dignitoso. Questo è il tratto della discussione secondo la Cgil, declinato sia nel Piano del lavoro sia nella Carta dei diritti. Adesso bisogna trasformarlo in realtà con la contrattazione e nelle relazioni con i soggetti decisori di questo paese”. A dirlo è il segretario confederale Vincenzo Colla ai microfoni di RadioArticolo1.

L'esponente di corso d'Italia ribadisce il giudizio negativo sugli sgravi e sugli incentivi a pioggia (“non si fa così la politica industriale”), e quello di segno opposto su Industria 4.0, il progetto del governo per gli investimenti digitali e l'innovazione. “Qui qualche risultato lo abbiamo, il giudizio è positivo. Però – sottolinea – abbiamo chiesto di fare attenzione al 'doping' degli sgravi, perché io posso mettere innovazione finché voglio, ma servono anche le competenze dal basso: questa è discussione che dovremo fare con il governo”.

"Partiamo dalla necessità di salvare il manifatturiero – aggiunge – perché far morire il sistema dell'acciaio sarebbe un delitto economico e anche sociale, significherebbe dipendere dai tedeschi e dai cinesi”. Tuttavia la risposta dev'essere di sistema e non riguarda solo l'industria in senso stretto. “Un esempio? Penso al salvataggio di una multinazionale del biomedicale nelle zone del terremoto. Hanno deciso di restare là, hanno fatto un grande investimento e raddoppiato gli organici, perché la qualità professionale dei lavoratori e il dialogo quotidiano con i tecnici della sanità è stata un punto trainante per fare innovazione, anche per il settore pubblico”. Quanto agli sgravi, “è vero che sono arrivati 20 miliardi di investimenti pubblici, ma sono risorse usate in modo sbagliato. Non è neanche una questione di liberismo perché non si premia in nessun modo il merito. Secondo noi, gli investimenti dovrebbero essere mirati, per esempio sulle grandi dorsali dell'energia competitiva, o sulla mobilità sostenibile per i porti. I lavoratori di Gioia Tauro che scioperano porto hanno ragione da vendere”.

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