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ALITALIA: A 5 GIORNI DA DEAD LINE TIMIDI SEGNALI POSITIVI.

10/4/2017

La vertenza Alitalia sembra mostrare timidi segnali di progresso anche se c'e' ancora molto, molto da fare. I progressi riguardano gli ammortizzatori sociali e l'outsourcing (le cosiddette esternalizzazioni). Tirando le somme dell'incontro di stamane, in attesa di tornare l'altro tavolo della trattativa lunedi' prossimo, 10 aprile (alle 11), i sindacati hanno accolto favorevolmente l'atteggiamento "piu' morbido dell'azienda) soprattutto sulla disponibilita' ad esaminare l'ipotesi di tenere all'interno del perimetro aziendale alcune attivita' (e relativi lavoratori) che il piano industriale originariamente destinava ad essere 'esternalizzate'.

 

Su questo tema non ci sono notizie certe ma fonti ben informate fanno capire che in ballo c'e' la manutenzione ed altre 'microaree' come una piccola parte del call center. Comunque lunedi' si dovrebbe capire megli fino a che punto e a quali condizioni l'azienda e' disponibile a tenersi in casa parte di queste attivita'.

 

E sempre nella giornata di lunedi' dovrebbe arrivare una risposta del ministero del Lavoro e dell'Inps sul ricorso agli ammortizzatori sociali chiarendo quali sono le possibilita' da un punto di vista normativo e di sostenibilita' economica. L'ipotesi in campo e' due anni di cassa integrazione straordinaria (Cigs) piu' altri due anni di Naspi (la nuova indennita' di disoccupazione, introdotta dal governo Renzi a partire dal primo maggio 2015) e l'intervento del Fondo di Integrazione del Trasporto aereo per assicurare un reddito pari a circa l'80% della retribuzione. Rivolta ad un platea di 1.300 lavoratori (su 1.388 esuberi dei dipendenti a tempo indeterminato), tale soluzione sarebbe su base volontaria e, per renderla appetibile, si discute su incentivi offerti dall'azienda anche se non si parla ancora di cifre. Per quanto riguarda il personale navigante, che non registra esuberi ma al quale si chiede una drastica riduzione delle retribuzioni fino al 32%, i sindacati rimangono dell'idea che le proposto sono "inaccettabili".

 

Piuttosto preferirebbero esplorare altre strade per ridurre il costo del lavoro come diversi assetti organizzativi, qualche concessione sull'organico dell'equipaggio e delle mansioni, il blocco degli automatismi. Risparmi che sarebbero "consistenti" pur non arrivando a quelli previsti dal Piano a regime: 168 milioni sul costo del lavoro di cui 78 per il taglio delle retribuzioni del personale navigante ( 32% per gli assistenti di volo, 28% per i piloti sul medio-corto raggio, 22% per piloti impiegati sulle tratte a lungo raggio). In particolare, riguardo ai piloti, i sindacati hanno fatto presente che dall'estero ci sono forti richieste e c'e' il rischio di una "fuga" dei comandanti con il rischio di non averne a sufficienza quando arriveranno i nuovi aeroplani. Un altro fronte aperto, considerato rilevante da vari osservatori, e' la richiesta di un prestito della Cassa Depositi e Prestiti garantito dallo Stato.

 

Una richiesta degli azionisti, in particolare dalle banche, e condivisa dai sindacati. Su questo punto sembra che il Governo non sia molto disponibile visto che l'Alitalia e' un'azienda privata.

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