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DISABILITA', CGIL: "MODIFICARE DECRETO SU VALUTAZIONE, RICONOSCERE A TUTTI GLI ALUNNI DIRITTO ALLA LICENZA MEDIA." IL MINISTRO RISPONDE: “MIGLIOREREMO DECRETO SU INCLUSIONE SCOLASTICA"

13/2/2017

"Chiediamo al ministro dell’Istruzione di intervenire affinché al più presto venga cancellata dal decreto sulla valutazione la previsione che di fatto comporterebbe l’impossibilità per gli alunni con gravi disabilità di conseguire il diploma di licenza media. Sarebbe un atto grave e discriminatorio".

 

Con queste parole Nina Daita, responsabile Politiche della disabilità della Cgil nazionale, denuncia quanto contenuto nello “Schema di decreto legislativo recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato (384)”, in itinere presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, e recante, all'articolo 12, le nuove regole per la “Valutazione degli alunni con disabilità e disturbi specifici di apprendimento”.

 

“Sarebbe assolutamente inaccettabile se un provvedimento del genere venisse approvato”, continua Daita. “Prevedere - spiega - che solo attraverso lo svolgimento di prove ‘equipollenti’ a quelle ordinarie l’alunno possa conseguire la licenza e che quelle non equipollenti portino unicamente ad un attestato di credito formativo privo di valore legale, altro non è se non una discriminazione”.

 

Per la dirigente sindacale “non siamo tutti uguali, negare agli alunni disabili la possibilità di arrivare con le proprie forze, la propria fatica e in base alle proprie possibilità, al diploma, e di conseguenza anche alla maturità, configurerebbe una lesione molto grave alla dignità e ai diritti di questi minori, sanciti dalla Costituzione".

 

"Chiediamo quindi l'intervento urgente del Ministro - conclude Daita - affinché venga stralciata dal testo questa orribile previsione, vengano riaffermati i pieni diritti di tutte le alunne e di tutti gli alunni, compresi quelli con disabilità, e si ponga fine allo stato di angoscia vissuto dalle famiglie”.

 “Tutte le studentesse e gli studenti con disabilità saranno messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio percorso di studi e di concluderlo sostenendo prove che attestino le loro specifiche competenze e abilità, in base al Piano educativo individualizzato, predisposto di proposito per loro”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli risponde alle preoccupazioni espresse da famiglie, organizzazioni sindacali e associazioni che si occupano di disabilità in merito ad alcune disposizioni contenute nel decreto attuativo della Buona Scuola sull’inclusione scolastica. Con particolare riferimento agli esami conclusivi del primo grado.

 

“Voglio rassicurare– aggiunge Fedeli - famiglie, sindacati e associazioni. Il decreto attuativo sull’inclusione scolastica nasce dalla volontà e dalla determinazione di dare alle ragazze e ai ragazzi con disabilità pari opportunità formative e una qualità della vita all’altezza delle loro esigenze e dei loro sogni. Per questo le imprecisioni o le problematiche emerse verranno migliorate in ambito parlamentare. Abbiamo chiaro che la disabilità è ricchezza, non è qualcosa in meno ma una positiva diversità e la nostra azione sarà improntata su questo principio cardine”.

 

Nei giorni scorsi la Ministra Fedeli ha incontrato diversi rappresentanti delle associazioni per ascoltare le loro istanze e gli stessi sono stati ascoltati nelle Commissioni che stanno esaminando il decreto in Parlamento e nell'Osservatorio sull'inclusione del Miur. “Rispetto all’esame di secondaria di primo grado – aggiunge la Ministra – la stessa legge 104 del 1992 stabilisce chiaramente che le studentesse e gli studenti della scuola dell’obbligo debbano essere verificati in base agli obiettivi del Piano educativo individualizzato, affinché si possa ragionare sulle abilità specifiche sviluppate e potenziate durante gli anni di studio. Continueremo su questa strada e rafforzeremo una scuola di diritti e di opportunità che metta al centro le ragazze e i ragazzi, le loro peculiarità e il loro desiderio di futuro. Vogliamo costruire per loro una scuola che li accompagni nel domani. E una società che li accolga e faccia della loro diversità un’occasione di crescita globale”.

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