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INCA: BONUS ASILO NIDO 2017/2018

6/2/2017

Anche per prossimo biennio (2017-2018) le lavoratrici madri potranno ricevere il bonus asili nido di 600 euro mensili per un massimo di 6 mesi, la cui proroga è prevista nella legge di bilancio 2017. Con un avviso pubblicato sul sito il 27 gennaio scorso, l’Inps fornisce le istruzioni per la presentazione delle relative domande.

 

Il contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia (istituito con la legge n. 92/2012) è rivolto alle madri lavoratrici dipendenti e iscritte alla gestione separata, nonché alle madri lavoratrici autonome. Può essere richiesto solo in alternativa al congedo parentale; pertanto, il riconoscimento del bonus asilo nido comporta la conseguente rinuncia al congedo parentale. Presupposto per l’accoglimento della domanda è essere al momento della richiesta ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio.

 

Il beneficio è riconosciuto per il biennio 2017-2018, secondo l’ordine delle domande presentate, fino al 31 dicembre 2018, o comunque fino ad esaurimento dello stanziamento di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni, così come prevede la legge di bilancio 2017 (n. 232, art.1, comma 356).  

 

L’Inps sottolinea che non possono accedervi le seguenti categorie: 

 

·       le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale (es: le lavoratrici domestiche, a domicilio, disoccupate); 

 

·       le lavoratrici in fase di gestazione; 

 

·       le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio,

usufruiscono dei benefici di cui al fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art. 19, c. 3 del decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito dalla legge n. 248 del 4 agosto 2006; 

 

·       le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati. In quest’ultimo caso, se l’esenzione totale viene riconosciuta successivamente all’ammissione al bonus asilo nido, la madre lavoratrice decade dal diritto al bonus, ma senza obbligo di restituire le somme percepite.

 

Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari a quelli di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo per frazioni di mese. Per esempio, se la lavoratrice ha usufruito di quattro mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare solo come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile.

 

Le lavoratrici part-time, in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa, potranno accedere al contributo nella misura riproporzionata. Mentre le iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi. L’Inps rammenta che per determinare i mesi di congedo parentale ancora spettanti occorre avere presenti i limiti individuali (massimo 6 mesi) e complessivi (tra i due genitori non superiori a 10 mesi, aumentabili a 11) previsti dall’art. 32 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151. Pertanto, anche ai fini del contributo in questione, è necessario tenere conto dei periodi di congedo parentale fruiti dal padre del minore.

 

Le lavoratrici possono accedere al beneficio, anche per più figli (in tale caso si deve presentare una domanda per ogni figlio), purché in possesso dei requisiti richiesti.  Il contributo per il servizio di baby sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro (ex art. 72 del Decreto Legge n. 276 del 10 settembre 2003). I voucher (o buoni lavoro) sono corrisposti esclusivamente in modalità telematica, secondo le istruzioni di cui alla circolare n. 75 del 6 maggio 2016, contenente altresì le indicazioni relative alle fasi da seguire nella procedura per l’utilizzo telematico dei buoni lavoro.

 

In ogni caso, le madri dovranno procedere all’appropriazione telematica dei voucher entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici.  Il superamento di detto termine si intende come rinuncia al beneficio. L’appropriazione, entro il termine di 120 giorni sopra indicato, di solo una parte dei voucher, comporterà l’automatica rinuncia alla restante parte.

 

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